Regime forfettario 2026: cosa cambia e cosa scrivere nei preventivi
Soglia di 85.000 €, coefficienti di redditività, riferimenti normativi obbligatori in fattura e le voci da inserire nei preventivi del forfettario.
Il regime forfettario resta il regime di riferimento per i freelance italiani all'inizio della loro attività, e nel 2026 conferma l'impianto consolidato dalla Legge di Bilancio 2023: soglia di ricavi a 85.000 €, flat tax al 15% (5% per i primi 5 anni in caso di start-up), niente IVA in fattura.
Ma ci sono dettagli che fanno la differenza nei preventivi e nelle fatture. Vediamoli.
Soglie e tasse 2026
| Voce | Valore |
|---|---|
| Soglia di ricavi | 85.000 € |
| Imposta sostitutiva ordinaria | 15% |
| Imposta start-up (primi 5 anni, requisiti) | 5% |
| Coefficiente di redditività (servizi prof.) | 78% |
| Coefficiente di redditività (commercio) | 40% |
La novità più rilevante per chi si avvicina alla soglia è l'uscita anticipata in caso di superamento di 100.000 € in corso d'anno: l'IVA si applica già dall'operazione che fa superare i 100.000 €, e da lì in avanti. Tienilo a mente quando concedi sconti su importi vicini.
Cosa scrivere nei preventivi (e nelle fatture)
Tre frasi obbligatorie e una raccomandata.
1. Riferimento normativo (obbligatorio in fattura)
Il riferimento da inserire in fattura — e che è buona pratica anticipare nel preventivo — è:
Operazione effettuata ai sensi dell'art. 1, commi 54-89, della L. 190/2014 e successive modifiche. Non soggetta a ritenuta d'acconto ai sensi dell'art. 1, comma 67, della L. 190/2014.
La seconda frase è cruciale: senza di essa, i clienti che ti pagano come sostituti d'imposta (s.r.l., SpA) potrebbero applicarti per errore la ritenuta del 20%, che tu non sei tenuto a subire.
2. Marca da bollo virtuale (€2,00)
Per importi superiori a 77,47 € la fattura deve riportare la marca da bollo virtuale di €2,00. Per legge è il prestatore (tu) a doverla pagare, ma è prassi consolidata addebitarla al cliente come voce in fattura — e quindi anche nel preventivo. Sigillo la calcola e la aggiunge automaticamente.
3. Indicazione della cassa previdenziale (se iscritto)
Se sei iscritto a una cassa professionale (es. Inarcassa per architetti, Cassa Forense per avvocati), devi indicare la rivalsa del 4% (o altra percentuale) come voce separata. Per la gestione separata INPS la rivalsa è opzionale ma consigliata.
Errori comuni che vediamo
1. "IVA esente". Non si dice, e nemmeno "fuori campo". Sui preventivi e sulle fatture del forfettario la dicitura corretta è "operazione non soggetta a IVA ex art. 1, c. 54-89, L. 190/2014". Sembra una sottigliezza ma per un cliente B2B con commercialista pignolo può rallentare i pagamenti.
2. Numerare le fatture come i preventivi. Il preventivo ha la sua numerazione, la fattura ne ha un'altra (per legge progressiva annuale senza salti). Se usi 2026/001 per un preventivo, la prima fattura sarà sempre 2026/001 come fattura — sono due serie indipendenti.
3. Non considerare i costi forfettari nel calcolo del netto. Il regime forfettario ti riconosce un coefficiente di redditività: per i professionisti dei servizi è il 78%. Significa che — in pratica — se incassi 10.000 €, sui 7.800 paghi il 15%. Spesso i freelance prezzano dimenticando questo dettaglio e si trovano un netto superiore al previsto. Buono, ma fanne tesoro.
Quando NON conviene il forfettario
Il forfettario è il default sotto i 30.000 €/anno. Sopra, conviene fare due conti:
- Hai costi reali alti (subappalti, hardware, consulenze)? Il regime ordinario ti permette di dedurli, mentre il forfettario applica un costo "presunto" del 22% (per i servizi).
- Lavori molto B2B verso clienti che si scaricano l'IVA? Per loro è indifferente: ricevono fatture con o senza IVA, fanno i loro conti uguale.
- Lavori prevalentemente verso privati e P.A. piccole? Allora il forfettario è quasi sempre vincente, perché a parità di netto il prezzo finale al cliente è più basso di circa il 18% rispetto a un ordinario.
La regola pratica: se il rapporto tra costi reali e ricavi è sotto il 22%, forfettario. Sopra, fai i conti con un commercialista.
Sigillo + forfettario
In Sigillo il regime fiscale lo configuri una volta nelle impostazioni (vedi come funziona). Da quel momento:
- L'IVA è nascosta dove non si applica
- Il riferimento normativo viene inserito automaticamente in fattura
- La marca da bollo è calcolata sui totali superiori a 77,47 €
- Con Pro o Premium, dall'area Fatture scarichi uno ZIP con gli XML divisi per anno (solo fatture, non preventivi); se colleghi il commercialista, lui scarica anche lo ZIP del mese
Niente da configurare voce per voce (per le voci puoi partire dai modelli di preventivo del tuo mestiere). Funziona di default come dovrebbe funzionare un tool fatto per chi lavora in Italia.
Disclaimer: questo articolo è informativo e non sostituisce la consulenza di un commercialista abilitato.
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